Domenica di Carta 2020

Mostra virtuale

L’alimentazione ai tempi… del colera e della malaria.

Acque potabili, progetti, irrigazioni, bonifiche e igiene alimentare nella Provincia  di Catania tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900 (introduzione in calce)

a cura di Maria Nunzia Villarosa

Sezione I: Acque potabili

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 01

1880, Roma

"Norme da seguirsi dai Comuni nelle richieste per analisi presso i Laboratori scientifici della Direzione pubblica del Regno di saggi di acque, che si intendono destinare all’uso pubblico” a cura del Ministero dell’Interno – Direzione della Sanità Pubblica (a stampa).

Fra le norme da seguire per il prelievo dei campioni d’acqua si indicano: l’intervento di un tecnico (chimico, medico o farmacista), l’uso di recipienti di vetro lavati con acqua distillata, la presa dell’acqua al di sotto del livello superficiale, il tener conto di molti altri fattori (temperatura, natura geologica del terreno, vegetazione circostante, ecc…). Nell’eventualità che il terreno possa essere inquinato si dovrà procedere pure all’esame batteriologico. I campioni di acqua sospetta dovranno essere sigillati col timbro del Comune di appartenenza e spediti ai laboratori scientifici del Ministero della Sanità.

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 158 ex (MNV).



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 02

1890, Roma

“Carta Idrografica. Catania F° 270. (Prov. Catania e Siracusa)” elaborata dall’Istituto Geografico Militare di Roma.

 Foglio in cartoncino; a colore; a stampa; scala da 1 a 100.000; h. mm. 565 x l. 600.

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 154 ex  , c. 371r. (MNV). 



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 03

1890, Roma

 

“Carta Idrografica. Monte Etna  F° 262. (Prov. Catania, Messina)” elaborata dall’Istituto Geografico Militare di Roma.

 

Foglio in cartoncino; a colore; a stampa; scala da 1 a 100.000; h. 565 x l. 600.

 

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 154 ex  , c. 369r. (MNV).   

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 05

1906, Roma

“Inchiesta sulle Acque Potabili nei Comuni del Regno al 31 Dicembre 1903. Volume I. Relazione Generale. Acquedotti” a cura del Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Sanità Pubblica” (frontespizio; a stampa);

L’inchiesta studia il rapporto tra la statistica reale delle acque potabili usate nel territorio nazionale, elencate per ciascuna Provincia, e l’incremento del fabbisogno idrico delle popolazioni, da soddisfare secondo i parametri previsti dalla “Legge Sanitaria” del 22 dicembre 1888.

ASCT, Prefettura serie I, el. 42, b. 50/525 ex  , fasc. 2 (MNV).

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 06

1906, Roma

“Inchiesta sulle Acque Potabili nei Comuni del Regno al 31 Dicembre 1903. Volume I. Relazione Generale. Acquedotti” a cura del Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Sanità Pubblica” (particolare alle pagg. 124 - 125; a stampa);

Acquedotti dei Circondari di Catania e di Nicosia.

ASCT, Prefettura serie I, el. 42, b. 50/525 ex  , fasc. 2 (MNV).


Sezione II: Progetti per ricerche d’acqua per uso civile, agricolo ed industriale, irrigazioni e bonifiche dei terreni, risaie.


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1887, Roma

“Condizioni per lo studio dei progetti e per l’esecuzione di condutture d’acqua” della “Società Italiana per Condotte d’Acqua” (a stampa).

La “Società Italiana per Condotte d’Acqua”, con sede a Roma, prepara progetti ed esegue opere per condutture d’acqua potabile, per canali ad uso industriale, agricolo e di bonifiche, e per qualunque altro lavoro idraulico; accorda facilitazioni per pagamenti rateali. Ha costruito il Canale Villoresi, derivato dal Ticino in Lombardia e destinato ad irrigare, con una derivazione di 70 metri cubi di acqua al minuto, 70.000 ettari di terreno; si propone di costruire condutture in tutte le province del Regno, compresa la Sicilia.

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 154  ex  , c. 763r. –  c. 770v. (MNV).    

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 08

1902 gennaio 10, Catania

“Condotta d’Acqua al Rifornitore della Stazione di Randazzo. Pianta del Fabbricato Pompa e dei saggi fatti per ricerca d’acque nell’Alcantera”.

Foglio membranaceo; a colore; a china ed acquerello; scala da 1 a 200 per la pianta del fabbricato; scala da 1 a 100 per la sezione del pozzo e della galleria; h. mm. 303 x l. 780.

ASCT, Prefettura serie I, el. 38, b. 42  ex    (MNV).    

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 07

1898 aprile 7, Leonforte

Progetto, composto dalla pianta e dal profilo longitudinale, del “Tipo del Regolatore per la costante erogazione in tempo di magra di un determinato Volume d’Acqua da servire per irrigazione”, allegato alla pratica: “Derivazione d’acqua del torrente Crisa per irrigazione. Collaudo di lavori”.

Foglio cartaceo; a colore; a china ed acquerello; scala da 1 a 100; mm. h. 307 x l. 207.

ASCT, Prefettura serie I, el. 38, b. 42  ex    (MNV).  



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 09

1899 febbraio 28, Catania

“Planimetria indicante la zona di terreno irrigata dai Signori Vigo Giuseppe ed Antonio in contrada Difesa, territorio di Biancavilla colle acque del fiume Simeto”.

Foglio membranaceo; a colore; a china ed acquerello; scala da 1 a 2000; mm. h. 310 x l. 430.

ASCT, Prefettura serie I, el. 38, b. 42  ex  .  (MNV).   




Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 10

1894 agosto 28, Catania

Nota del Genio Civile di Catania con cui si assicura la Prefettura di voler intraprendere al più presto gli studi sulle derivazioni d’acqua dal fiume Crisa di Leonforte, ad uso di irrigazione dei terreni limitrofi, per accertare eventuali abusi, avvertendo della eventualità di chiedere l’ “intervento di qualche Carabiniere”.

ASCT, Prefettura serie I, el. 38, b. 42  ex    (MNV).    



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 11

1903 maggio, Milano

“Progetto di derivazione d’acqua dai fiumi Salso orientale e Simeto per irrigazione e produzione di forza motrice. Planimetria Generale” (particolare).

Foglio in cartone; a colore; a china ed acquerello; scala da 1 a 10.000; mm. h. 934 x l. 1800.

La planimetria è allegata alla relativa relazione tecnica, curata dall’ingegnere Angelo Omodeo di Milano, nella quale il predetto chiede al Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio che venga approvato il progetto: “Nell’intento di venire in soccorso all’agricoltura, e segnatamente a quella nelle parti meridionali ed insulari di Italia, più sofferenti per siccità…”.

ASCT, Prefettura serie I, el. 40, b. 69 due/ 335  ex    (MNV).  



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 12

1909 aprile 17, Catania

“Elenco delle domande per coltivazione di riso pubblicate all’albo pretorio della casa comunale” (Ufficio di Igiene, Sanità e Polizia Sanitaria del Comune di Catania).

Nell’elenco risultano i nomi degli agricoltori e delle contrade di Catania in cui si chiede l’autorizzazione a piantare il riso.

ASCT, Prefettura serie I, el. 41, b. 38/390  ex  , fasc. 3, c. 1197r.  (MNV).   

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 13

1909 maggio 22, Catania

“Verbali di verifica delle risaie poste nel territorio di Catania”, effettuati dall’Ufficio di Igiene, Sanità e Polizia Sanitaria del Comune di Catania.

I risultati della verifica accertano l’irregolarità di due proprietari di terreni, limitrofi alle risaie, “riguardanti due loro case che non trovansi alla distanza richiesta dal Regolamento Provinciale…”.

ASCT, Prefettura serie I, el. 41, b. 38/390  ex  , fasc. 3, c. 1164r.  (MNV). 

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 14

1906 luglio 17, Siracusa

“Piano parcellare” dei pantani di Lentini e Celsari siti nel territorio di Catania, in contrada Vaccarizzo (zona Foce del Simeto), allegato alla pratica di esproprio ai fini di “pubblica utilità” per la bonifica dei terreni malsani.

Foglio membranaceo; a colore; a china ed acquerello; scala da 1 a 5000; mm. h. 550 x l. 605.

ASCT, Prefettura serie I, el. 42, b. 98/573 ex  , fasc. 2  (MNV).  

Sezione III: Igiene alimentare, genuinità e qualità dei prodotti, lotta alle frodi e alle sofisticazioni.


Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 15

1900 aprile 25, Catania

Nota dell’Ufficio di Igiene del Comune di Catania al prefetto della città con cui si comunica di aver sequestrato e poi respinto dieci sacchi di farina, provenienti dalla ditta Eduardo Catalano di Napoli, poiché sono risultati avariati in seguito ai controlli effettuati dal “laboratorio municipale d’igiene”.

ASCT, Prefettura serie I, el. 33, b. 78 ex  , fasc. 3, c. 669r.  (MNV).   



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 16

1899 marzo 31, Catania

Relazione di perizia qualitativa del “Laboratorio Chimico Municipale” di Catania con cui si attesta “che il campione di farina presentata il 29 Marzo 1899 dal Signore è avariata per la bacatura e contiene abbondanti quantità di sostanze minerali”, e che “che il campione di farina presentata il 30 Marzo 1899 è leggermente avariata e contiene sostanze minerali”.

ASCT, Prefettura serie I, el. 33, b. 78 ex  , fasc. 3, c. 830r.  (MNV).  

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 17

1899 marzo 9, Roma

Circolare del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio alla Prefettura di Catania in merito ai “Provvedimenti per prevenire e combattere le frodi nel commercio delle essenze di agrumi ed quelle del sommacco”, da trasmettere ai Comuni della Provincia per l’applicazione del R. Decreto del 9 gennaio 1898.

ASCT, Prefettura serie I, el. 33, b. 78 ex  , fasc. 3, c. 877r.  (MNV).  



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 18

1898 marzo 24, Catania

Comunicazione dell’Ufficio di Igiene di Catania al medico provinciale della città, circa delle analisi eseguite dal laboratorio municipale di batteriologia su diversi campioni di crusca posta in commercio per l’alimentazione degli equini, risultata mescolata “con crusca di riso; la quale miscela, se veramente esiste, oltre a riuscire di danno agli animali cui si dà in alimento, per il sottratto valore nutritivo, riesce anche una potente frode in commercio perché venduta come crusca di frumento genuina”.

ASCT, Prefettura serie I, el. 33, b. 78 ex  , fasc. 3, c. 978r.  (MNV).  



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 19

1896 gennaio 20, Catania

Nota del Municipio di Catania al prefetto con cui si comunica che il campione di strutto della ditta Giuseppe Citterio, da Rho, è stato distrutto “perché alterato” e perché “qualunque campione sottoposto ad analisi” viene conservato per soli due mesi dall’Ufficio sanitario.

ASCT, Prefettura serie I, el. 33, b. 78 ex  , fasc. 3, c. 1010r.  (MNV).   

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 20

1899 dicembre 30, Roma

Circolare del Ministero dell’Interno – Sezione Sanità Pubblica – al prefetto di Catania, con cui si chiede di vigilare sui vini  della regione etnea, adulterati da “tristi speculatori”, i quali non solo annacquano il liquido ma lo trattano pure “con  nitrati e con acido solforico, sostanze vietate dall’articolo 139 del regolamento del 3 agosto 1890 n. 7045”, relativo alla “vigilanza sugli alimenti e sulle bevande”. Si raccomanda, altresì, di far effettuare  le analisi di campioni di vino sospetto nella “Cantina sperimentale di Riposto o nella R. Scuola di Viticoltura e di Enologia in Catania, oppure nella R. Scuola pratica di Agricoltura di Caltagirone”, o “nel Laboratorio Municipale d’Igiene di questo capoluogo”, invitando ad agire con urgenza allo scopo di tutelare il commercio italiano, nonché l’igiene e la sanità pubblica.

ASCT, Prefettura serie I, el. 33, b. 78 ex  , fasc. 4, c. 1366r.  (MNV).    



Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 21

1887, Roma

“Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Direzione Generale dell’Agricoltura. Annali di Agricoltura. 1887. Sulla sostituzione di più razionali metodi alla gessatura dei vini” (a stampa).

Secondo gli studi predisposti dal Ministero di Agricoltura la gessatura, che “consiste nell’addizionare al vino, ma più specialmente e frequentemente all’uva e al mosto, prima della fermentazione, una certa quantità di gesso (solfato di calcio)”, dovrà essere abolita e sostituita con sistemi più razionali e moderni, da sperimentare, tuttavia, in maniera graduale e cauta (per esempio, per quanto riguarda l’aumento dell’acidità del vino: anticipando naturalmente la vendemmia o aggiungendo artificialmente acido tartarico al mosto, ecc…).

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex  ,  c. 127r. –  c. 152v. (MNV).    

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 22

1891 marzo 24, Roma

Circolare del Ministero dell’Interno – Direzione della Sanità Pubblica – con cui si invita a rendere noto e a far applicare correttamente alle autorità preposte, ai sensi delle norme vigenti, la “vigilanza igienica sugli alimenti, sulle bevande, e sugli oggetti di uso domestico”, e nella fattispecie, il divieto assoluto della “colorazione artificiale dei vini” (a stampa).

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex  ,  c. 164r.  (MNV).   

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 23

1890 giugno 18, Roma

“Elenco dei colori nocivi compilato dal Ministro dell’Interno, a norma dell’art. 43 della Legge sulla tutela della Igiene e della Sanità pubblica” (a stampa).

L’elenco riguarda colori inorganici, colori organici, colori proibiti nella colorazione dei giocattoli e colori nocivi proibiti per la colorazione di oggetti di uso domestico.

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex  ,  c. 262r.  (MNV).   


Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 24

1892 aprile 28, Catania

Nota dell’Intendenza di Finanza alla Prefettura di Catania con cui si comunica di promuovere un provvedimento di contravvenzione ai danni di diverse fabbriche di acque gassose di Catania, i cui campioni risultano contenere “saccarina”, nociva alla salute, soprattutto se in quantità eccessive.

La saccarina viene usata al posto dello zucchero per il suo alto potere dolcificante.

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex    (MNV

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 25

1891 aprile 27, Roma

Circolare del Ministero dell’Interno – Direzione della Sanità Pubblica – ai prefetti del regno con cui, pur riaffermando “l’uso dei sali di rame per il rinverdimento delle conserve alimentari, già naturalmente verdi, nella proporzione di un decigrammo per chilogrammo”, ai sensi del regolamento speciale di vigilanza igienica del 3 agosto 1890, in vigore nell’ambito del territorio nazionale, viene, altresì, concesso ai fabbricatori di conserve la libertà “di adattare la confezione dei loro prodotti destinati al consumo estero alle norme vigenti negli altri Stati, coi quali essi abbiano rapporti di commercio” (a stampa).

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex  , c. 648r.  (MNV).     

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 26

1889, Roma

“Legge della Tutela della Igiene e della Sanità Pubblica. 22 dicembre 1888, N. 5849, Serie 3°” (a stampa).

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex  , c. 725r.  c. 742v. (MNV).  

Alimentazione ai tempi del colera 2020 foto 27

1888 febbraio 28, Catania

Ordinanza del sindaco di Catania per il risanamento della città.

Al punto 2 si ordina, tra l’altro,: “Che siano soppressi tutti i pozzi esistenti nelle contrada a sud della via Garibaldi, essendosi oramai indubbiamente accertato che le acque dei medesimi sono inquinate e pericolose permanentemente alla pubblica salute, come pure quelli esistenti in altre contrade, dei quali durante l’ultima epidemia cholerica fu ordinata la chiusura” (a stampa).

ASCT, Prefettura serie I, el. 26, b. 91 ex  , c. 1216r. (MNV).

La mostra documentaria “L’alimentazione ai tempi… del colera e della malaria”, presentata nel sito ufficiale dell’Archivio di Stato di Catania, verte principalmente sui temi dell’igiene alimentare e della sanità pubblica, correlati in particolare alla diffusione di orrendi flagelli, quali il colera e la malaria. Tra le tante questioni che affliggono oggi l’umanità: guerre, terrorismo, epidemie, crisi dell’economia mondiale, cambiamenti climatici, ecc…, emerge il dramma della povertà e della fame nei Paesi del Terzo Mondo. In queste aree il problema dell’alimentazione si presenta in termini di lotta per la sopravvivenza, al contrario di quanto accade nei Paesi industrializzati, dove esso si identifica soprattutto in termini di prevenzione igienico – sanitaria. Per tali motivi, si è partiti da due diverse prospettive. Nel primo caso l’emergenza assoluta consiste nel reperire le fonti primarie per l’esistenza, il cibo e l’acqua: la mancanza in vaste zone di questo prezioso elemento determina un’alta percentuale di mortalità, sia perché senz’acqua non si può vivere né coltivare la terra, sia per il venir meno delle più elementari norme d’igiene e di prevenzione, principale causa della diffusione delle malattie. Nel secondo caso, oltre alla sorveglianza sui prodotti: agrumicoli (cereali, ortaggi, frutta), artigianali ed industriali (pasta, pane, surgelati, conserve, bevande), derivati animali (carni), ecc…, l’impegno dei Governi è rivolto alla lotta contro le sofisticazioni e le speculazioni. L’attuale recessione economica, che sta facendo registrare in ogni parte della Terra, a partire dalle Nazioni tradizionalmente ricche, un tasso di disoccupazione e un calo della produttività notevoli, è alla base della crisi del mercato globale. Il disagio sociale e l’incertezza del futuro hanno ridotto al minimo i consumi: in genere, si spende di meno in tutti i settori, compreso quello agro - alimentare, e ai prodotti “effimeri” o di lusso, si preferiscono i beni essenziali, badando più alla qualità che alla quantità. Proprio in merito all’acquisto di alimenti, si rileva adesso una maggiore attenzione ai marchi d’origine, al fine di appurare il rigido rispetto delle norme igieniche e salutari, che sono previste dalle leggi di ciascun Stato e dagli accordi internazionali. Le autorità, alla luce dei continui scandali che coinvolgono il mercato alimentare, sono costrette giornalmente a prendere provvedimenti per contrastare il reato di adulterazione a scopo di profitto, ad opera di soggetti o aziende senza scrupoli, che nuoce alla salute delle persone e degli animali ed arreca danni all’immagine dell’imprenditoria onesta e del commercio sano.

Gli obiettivi generali, su cui dovrebbero convergere le linee politiche future dei Paesi occidentali, si potrebbero sintetizzare in sette punti - chiave:

1) risoluzioni immediate per evitare la catastrofe ecologica da cui dipende la vita complessiva del nostro Pianeta (per esempio, utilizzo di fonti d’energia alternative, innocue all’ambiente); riassetto del territorio dal punto di vista idro – geologico,

2) tutela del paesaggio agrario; riciclaggio dei rifiuti e delle materie prime;

3) rilancio degli investimenti e dell’occupazione, distribuzione equa delle ricchezze e delle risorse alimentari, abolizione degli sprechi;

4) lotta alle sofisticazioni e alle frodi;

5) migliore qualità della vita per i consumatori;

6) incentivi all’agricoltura biologica e al mercato agro - alimentare legale;

7) contributi significativi a favore dei Paesi sottosviluppati per aiutarli a crescere socialmente e civilmente, riducendo così il fenomeno dell’esodo di massa e dell’immigrazione clandestina, ma tenendo fermo il principio di salvaguardare, in ogni parte della Terra, il diritto fondamentale per ogni essere umano: bere, nutrirsi, curarsi.

Nel partecipare come Archivio di Stato di Catania all’iniziativa culturale ministeriale, si è pensato di individuare tra le numerose fonti antiche, ivi conservate, una tipologia specifica di documentazione da poter ricollegare in maniera più consona al tema della “sicurezza alimentare e della sanità pubblica”. A tale scopo, si è preferito quale campo d’indagine il fondo della Prefettura, poiché gli affari in esso trattati riguardano un periodo a cavallo tra l’800 e il ‘900, più facilmente rapportabile dal punto di vista del sistema burocratico, economico e sociale a quello odierno. La lettura delle carte ci ha permesso di inquadrare i vari aspetti del fenomeno, analizzandoli attraverso i provvedimenti legislativi ed amministrativi vigenti all’epoca. I documenti esposti nella mostra virtuale, selezionati per essere offerti alla fruizione di un’utenza vasta ed eterogenea, il popolo di Internet, segnano le tappe di un itinerario che è stato articolato secondo precisi criteri archivistici, oltre che di linearità e leggibilità. Essi ritraggono uno spaccato di un mondo siciliano post - unitario (Catania e Provincia), in cui le problematiche attinenti alla vigilanza alimentare e all’igiene pubblica, si intrecciano fra di loro, mettendo in risalto un evidente contrasto tra vecchie e nuove concezioni, tra norme ormai superate e regolamenti innovativi. Dallo studio delle pratiche prefettizie emerge una realtà in bilico tra la progressiva modernizzazione in determinati contesti, e il perpetrarsi di antiche piaghe sociali (alcune delle quali non del tutto risolte ai nostri giorni): vedi le condizioni salutari dei quartieri popolari, spesso riprovevoli, l’auspicato risanamento generale della città di Catania, l’insufficienza di acqua potabile, le carenze igieniche, le speculazioni alimentari, la denuncia di pozzi inquinati in pieno centro storico a seguito dell’“epidemia cholerica”, ecc... A quel tempo, il colera è una vera e propria emergenza sanitaria, l’acqua scarseggia non solo nel capoluogo etneo, ma anche nei paesi e nelle campagne della Provincia poiché non esistono acquedotti e riserve sufficienti a soddisfare i bisogni delle popolazioni e dell’agricoltura. Le derivazioni abusive dell’acqua dei fiumi nei terreni privati, sono un fenomeno molto diffuso, a cui si cerca di correre ai ripari facendo rispettare le disposizioni di legge. Tuttavia, la convinzione generale è che, solo avviando un piano di costruzione capillare di nuovi impianti, si può aspirare alla razionalizzazione e alla distribuzione equa dell’uso delle acque, attingendole “a monte”. La progettazione di opere pubbliche per la ricerca di acque potabili a scopi civili, agricoli ed industriali, i controlli dei vari organi (Prefettura, Carabinieri, Genio Civile, ecc…), preposti all’attuazione delle norme igieniche o a penalizzare le frodi (farina, crusca, strutti adulterati, ecc…), o all’espropriazione dei fondi malsani, rappresentano i tentativi di una società che vuole migliorarsi e competere sulla scena nazionale e mondiale anche in ambito produttivo e commerciale. Nell’applicare le leggi dello Stato unitario italiano, gli enti pubblici intendono lasciare alle loro spalle l’arretratezza socio - economica che ha caratterizzato da secoli molte zone della Sicilia, sia urbane che rurali, iniziando gradualmente un processo di rinnovamento e di controllo del territorio.

 Il “paesaggio agrario” siciliano, potenzialmente fertile ed incline ad accogliere svariati tipi di colture, comincia a cambiare aspetto divenendo a mano a mano industrializzato e all’altezza di un mercato internazionale che esige prodotti naturali “rinomati” e di qualità (cereali, ortaggi, vini, ecc…), nonché infrastrutture efficienti e all’avanguardia.

Il percorso espositivo della mostra, è stato strutturato in tre sezioni: 

I) “Acque potabili”.

II) “Progetti per ricerca d’acqua per uso civile, agricolo ed industriale, irrigazioni e bonifiche dei terreni, risaie”.

III) “Igiene alimentare, genuinità e qualità dei prodotti, lotta alle frodi e alle sofisticazioni”.

Nella prima sezione si trovano documenti rilevanti dal punto di vista legislativo, quali le norme (1880) del Ministero dell’Interno, contenenti i criteri che i Comuni devono seguire per le analisi delle acque ad uso pubblico. Nelle suddette direttive vengono indicati i procedimenti preliminari, indispensabili ai fini dell’attendibilità dei risultati: intervento di personale tecnico, uso di recipienti di vetro lavati con acqua distillata, controllo della temperatura e della natura geologica del terreno, esami batteriologi, ecc…; vi si dispone, inoltre, di inviare i campioni di acqua, su cui è obbligatorio apporre il timbro ufficiale dell’ente richiedente, ai laboratori scientifici del Ministero della Sanità. Un altro incartamento di particolare interesse attiene alla relazione, curata dalla Direzione Generale della Sanità del Ministero dell’Interno, relativa all’inchiesta sulle acque potabili esistenti in tutto il territorio nazionale, e pubblicata nel 1906. L’inchiesta studia il rapporto tra la statistica reale delle acque potabili usate nel Regno, elencate per singola Provincia, compresa quella di Catania, e l’incremento del fabbisogno idrico delle popolazioni, da soddisfare secondo i parametri previsti dalla “Legge Sanitaria” del 22 dicembre 1888. La sezione mette in mostra due carte idrografiche, rispettivamente di Catania e del monte Etna, le quali visualizzano l’esistenza delle sorgenti naturali di acque dolci, site nel versante siciliano nord - orientale.

Nella seconda sezione si trovano le “Condizioni per lo studio dei progetti e per l’esecuzione di condutture d’acqua” (1887) della “Società Italiana per Condotte d’Acqua”. L’impresa, avente sede a Roma e già affermata in Italia (ha costruito in Lombardia il Canale Villoresi, derivato dal Ticino, destinato ad irrigare 70.000 ettari di terreno), prepara ed esegue progetti di condutture di acqua potabile, proponendosi di realizzare in Sicilia opere ad uso industriale, agricolo e di bonifiche. Altri documenti, nella fattispecie piante topografiche, descrivono progetti e saggi vari fatti per ricerche d’acqua nel fiume Alcantara, o per costruire un tipo di “Regolatore per la costante erogazione in tempo di magra…” nel fiume Crisa (Leonforte). E ancora, la planimetria generale di un terreno agricolo, sito nel territorio di Biancavilla, reso florido grazie alle acque del Simeto; la planimetria di derivazione d’acqua dai fiumi Salso e Simeto a scopo di irrigazione e di produzione di forza motrice. Nella perizia allegata a quest’ultima pianta, eseguita dall’ingegnere Angelo Omodeo di Milano, si chiede l’approvazione del progetto: “Nell’intento di venire in soccorso all’agricoltura, e segnatamente a quella nelle parti meridionali ed insulari di Italia, più sofferenti per siccità…”. Gli studi dei periti del tempo sottolineano l’opportunità di rintracciare l’acqua in Sicilia, soggetta per lunghi periodi dell’anno a “magra”, costruendo canali di raccolta ed acquedotti che evitino la dispersione e permettano di distribuirla con razionalità, sia ad uso civile, che agricolo ed industriale. Si è posto l’accento su una nota del Genio Civile di Catania in merito all’accertamento di eventuali abusi ad opera di proprietari che usufruiscono dell’acqua del fiume Crisa per la coltivazione dei loro terreni, prevedendo un possibile “intervento di qualche Carabiniere”. L’atto in oggetto rappresenta solo uno dei molti provvedimenti presi dalle Forze dell’Ordine per contravvenire all’illecita appropriazione delle acque pubbliche. Si segnala un elenco (datato 1909) delle richieste di diversi possidenti catanesi per ottenere l’autorizzazione a piantare il riso. L’istanza, di ordinaria amministrazione, ci fornisce maggiori ragguagli riguardo alla storia dell’agricoltura locale: l’uso di lavorare il cereale, che pare sia stato introdotto dagli arabi in Sicilia intorno al secolo IX e poi propagatosi nel resto d’Italia e nel Mediterraneo, risulta essere praticato nelle campagne di Catania, almeno fino agli inizi del ‘900, ed in seguito tralasciato per motivi non del tutto noti: di certo, uno di essi è da ricercare nelle condizioni ambientali delle risaie, dichiarate insalubri dai responsabili sanitari. Difatti, essendo piantagioni di acqua stagnante, esse diventano l’habitat naturale delle zanzare, portatrici della malaria. Nel documento, oltre ai nomi dei proprietari, si leggono quelli delle contrade in cui si intende seminare il riso. Nei verbali di verifica, allegati alle richieste, vi è annotato l’assenso o il dissenso, a seconda dei casi, dell’Ufficio di Igiene per il rilascio della concessione agricola, e in applicazione delle norme previste dal “Regolamento Provinciale”. Infine, si espone un piano parcellare dei pantani di Lentini e Celsari, situati in contrada Vaccarizzo (zona Foce del Simeto), per i quali viene disposta l’espropriazione dei terreni per “pubblica utilità”: i luoghi sono da bonificare perché ritenuti dannosi per la salute dell’uomo, causando, allo stesso modo delle risaie, la diffusione endemica della malaria nella Provincia di Catania e nelle aree limitrofe. La malaria, come il colera, è una delle malattie più temute e combattute  in quegli anni.

Nella terza sezione si entra nel merito della “sicurezza alimentare”. I documenti riscontrati, alcuni di essi inediti, riguardano i provvedimenti circa il ritiro dal commercio di cibi avariati (prodotti in Sicilia, o provenienti da altre città italiane e straniere, perfino da New York), come della farina sospetta della Ditta Catalano di Napoli, dell’altra farina bacata e contenente “abbondanti quantità di sostanze minerali”; delle essenze di agrumi e sommacco; dello strutto della Ditta Citterio di Rho, eliminato dall’Ufficio sanitario “perché alterato”; della crusca per l’alimentazione degli equini. Dal referto delle analisi, uno stock di questo cereale appare miscelato a “crusca di riso”, riuscendo così meno genuino e nutriente, ed arrecando “danno agli animali cui si dà in alimento”, oltre che al mercato. Le pratiche amministrative della Prefettura, in ordine alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica, trattano dell’annosa questione della sofisticazione dei vini, in particolare etnei, di cui ci si lamenta essere non solo “annacquati”, ma anche trattati con “nitrati e con acido solforico, sostanze vietate dall’articolo 139 del regolamento del 3 agosto 1890 n. 7045”, da “tristi speculatori”; del metodo tradizionale della “gessatura”, che “consiste nell’addizionare al vino, ma più specialmente e frequentemente all’uva e al mosto, prima della fermentazione, una certa quantità di gesso (solfato di calcio)”, un criterio che, secondo le nuove norme, si dovrà sostituire a gradi e con cautela con altri più razionali e moderni; del divieto assoluto della “colorazione artificiale dei vini” con colori nocivi (vedi l’elenco dei colori pubblicato dal Ministero dell’Interno nel 1890); ed ancora, dell’alterazione di bevande gassose, prodotte da diverse fabbriche di Catania, con saccarina al posto dello zucchero (la saccarina è una sostanza con alto potere dolcificante, nociva alla salute), per la cui frode si adottano provvedimenti di contravvenzione; della riconferma della disposizione, prevista dal regolamento sanitario, di poter trattare “con sali di rame per il rinverdimento delle conserve alimentari, già naturalmente verdi, nella proporzione di un decigrammo per chilogrammo…”, pur concedendo ai fabbricatori di conserve la libertà “di adattare la confezione dei loro prodotti destinati al consumo estero alle norme vigenti negli altri Stati, coi quali essi abbiano rapporti di commercio”. Le circolari indicano i centri autorizzati ad effettuare le analisi dei campioni adulterati (i laboratori scientifici del Ministero della Sanità, o, a livello decentrato, il “Laboratorio Municipale d’Igiene”, la “R. Scuola di Viticoltura e di Enologia” di Catania, ecc…). La sezione mostra un’ordinanza del Comune di Catania per il risanamento della città, in cui si notifica, tra l’altro, la soppressione dei pozzi esistenti a sud della via Garibaldi perché “inquinate e pericolose permanentemente alla pubblica salute, come pure quelli esistenti in altre contrade, dei quali durante l’ultima epidemia cholerica fu ordinata la chiusura”, e la legge fondamentale sulla “Tutela della Igiene e della Sanità Pubblica” del 22 dicembre 1888.

La necessità di reperire il cibo e  l’acqua, l’“oro bianco” per eccellenza, e la ricerca di luoghi ospitali dove poter vivere, hanno caratterizzato da sempre il percorso dell’Umanità: le carestie, le epidemie, le emigrazioni di massa, hanno coinvolto, fino ad epoche non troppo lontane, le stesse popolazioni italiane, in particolare meridionali. La “memoria storica”, conservata nelle fonti d’archivio, può contribuire a far riemergere la consapevolezza del passato e delle proprie origini, per comprendere meglio il presente all’insegna della solidarietà, della cooperazione e della pace tra i popoli. Ecco perché dare oggi risposte concrete all’immane tragedia della fame che colpisce i Paesi sottosviluppati appare come una sfida di civiltà per le generazioni future di tutto il Mondo. In Italia, ai tempi… del colera e della malaria, i provvedimenti adottati per l’applicazione delle leggi sulla sanità, fra cui la bonifica delle paludi, la canalizzazione delle acque potabili, la lotta alle frodi alimentari, ecc…,  e per la trasformazione industriale dell’agricoltura, costituiscono le fasi di un progresso sociale in costante evoluzione: dall’800 molti passi sono stati fatti, quelle malattie sono state debellate, le norme sull’igiene alimentare sono certamente cambiate e migliorate, ma uno dei principali obiettivi allora come adesso è di tutelare la salute pubblica e di dar fiducia ai consumatori nazionali e stranieri, lanciando nel mercato prodotti agro - alimentari genuini, di “origine controllata”, vedi quelli siciliani (arance, pomodori, vini, formaggi, pistacchi, ecc…).

Nell’era del Terzo Millennio, un’alimentazione sana e non modificata è un diritto del quale i cittadini hanno ormai piena cognizione. Nutrire gli animali con prodotti naturali non è solo un dovere etico, ma una regola indispensabile per evitare il contagio di nuovi terribili morbi, poiché dal loro benessere dipende la salute degli uomini.