I monasteri di clausura e gli edifici conventuali a Catania tra Settecento e Ottocento. Documenti e immagini

Archivio di Stato di Catania, via Vittorio Emanuele, n. 156 - Giornate FAI di Primavera

visitabile fino al 29 settembre 2018 - Mostra documentaria

La mostra, curata da Eugenio Magnano di San Lio, da Anna Maria Iozzia e da Maria Nunzia Villarosa, ripercorre alcuni momenti della ricostruzione dei monasteri di clausura e dei conventi catanesi dopo il terremoto del 1693 in cui furono impegnati alcuni degli architetti più quotati del Settecento.

Per i monasteri la ricostruzione si intreccia talora con la tutela della clausura delle suore come nel caso del monastero di S. Benedetto la cui badessa nel 1734, dopo essersi opposta all'innalzamento di fabbriche nel prospetto settentrionale del convento di S. Francesco che fronteggiava la cosiddetta Badia Piccola del monastero, alla fine concede l'innalzamento di tali fabbriche, purché le stesse non superino in altezza i davanzali delle finestre del monastero e non venga realizzata alcuna apertura nel suddetto prospetto .

La salvaguardia della clausura viene affrontata anche dal monastero di S. Placido, la cui badessa il 3 novembre 1740 concede a don Pietro Valle e Gravina la possibilità di continuare la costruzione del suo palazzo posto di fronte al prospetto nord del monastero a condizione di non fare aperture sopra i finestroni dell'ordine nobile per non ricevere da tali aperture alcuna servitù di prospetto o introspetto riservandosi, invece, la possibilità di costruire il monastero a suo piacimento. Sempre la badessa del monastero di S. Placido nel 1802 ottiene la sospensione dei lavori per la costruzione del nuovo Teatro comunale di fronte al prospetto nord.

Diversi tasselli della ricostruzione devono ancora essere “riportati alla luce” come nel caso degli affreschi di uno dei locali di deposito del convento di S. Caterina da Siena al Rosario, oggi sede dell'Archivio di Stato di Catania. Tali affreschi, raffiguranti, tra l'altro, una Madonna e santi dell' ordine domenicano (come è emerso da alcuni saggi eseguiti nel 2008 i cui risultati sono esposti in mostra ) furono ricoperti con uno strato di intonaco dopo l'Unità d'Italia. Il progetto per il restauro degli affreschi è stato inserito nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 31 ottobre 2017 di ripartizione della quota dell'8 per mille dell'IRPEF a diretta gestione statale per l'anno 2016 per un importo complessivo pari a Euro 263.917,49.

Inaugurazione della mostra

 

Sabato  24 marzo : ore 10:00

Apertura straordinaria

 

Sabato 24 marzo . Ore 15:00-  19:00

Domenica 25 marzo. Ore 9:00- 13 e 15:00 -19:00

La mostra sarà visitabile fino al 31 maggio 2018 con i seguenti orari:

Lunedì – Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:30

Sabato dalle ore 9:00 alle ore 12:30

as-ct@beniculturali.it

http://www.ascatania.beniculturali.it